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La collezione Oltremare sembra un volo radente, essenziale e concettuale, sul sentimento della vita, filtrato da una postazione introspettiva, acerba. Paure, ansie, tinte forti diventano sintesi espressiva partendo da lontano e fissando i concetti in un colore ossessivo, oltremare.
Questo colore immenso,freddo e impenetrabile,accoglie nell'acqua l'infinito della terra e si perde nel suo stesso arcano.
A vincere sulla visione è l'idea, una rigorosa metafore di simboli depositati nel colore, protettivo e freddo, una brina mista a tepore. Da un orizzonte lontanissimo, ogni cosa può ridare vigore alle emozioni, coinvolte e suadenti, dove chi emerge si riscopre.
Isola di Confine rappresenta un percorso lungo e ragionato di segni suggestioni e materie,che raccontano di un isola ricca di fascino e mistero.
Le immagini di fondo sono poche, fra tutte le comunità ,il cammino su sentieri nascosti le credenze popolari e le dinamiche di un popolo inquieto e silenzioso.
Suggestione dense di pudore, chiuse e raccolte, quasi a dissimular un pentimento sociale che mai si completa, da coltivare come innocenza del vivere da reprimere con un gesto.
Nella sagra una gioia sofferta, interrompe il flusso meditato, passi pensieri e ciottoli.
Vive tre notti e scompare. Non si può scoprire ciò che non si vede, non si riesce a coprire l′anima quando un uomo nell′isola indossa la maschera, patina che diventa corteccia eterna.
Saltella e risalta. Questo angoscia e rapisce, la maschera scopre e il volto nasconde.
Fuori meccanismi e arnesi, le radici di una cifra morale.
I volti si asciugano su tonalità più cupe, disseminati in una porzione di terra generosa e ingiallita dal sole, un indefinito confine.
Nell′Isola di Confine, nei sogni magri, le mandorle sono confetti.
La donna di nessuno visita i pensieri da tempo, alla fine di un cammino accanto al suo universo impenetrabile e silenzioso, si può raccontare.
Nessuno la possiede davvero, nessuno la coglie nei suoi sensi più profondo, nell′essenza di una donna che scalza percorre sentieri di muschio e spezie.
Lei adora soltanto appartenenze condivise, prive di ruoli, del mieloso e angoscioso dover essere, del gentile e malinconico riproporsi di gesti a memoria.
Lei coltiva solo per se un altrove.
Il guizzo autentico della donna di nessuno affascina e impaurisce, lei pretende ciò che non si vede, lacrima di sale, danza sui legni più nascosti.
Le barriere non si colgono nel giardino segreto della donna di nessuno.
La schiena nuda, le ritrosie, paralumi e crisalidi, scoprire, dopo un esser stata al riparo, una spiga vuota un filamento o un turbinio, lapilli e sensi.
La donna di nessuno scompare nel momento in cui un uomo si crogiola e s′inorgoglisce di una conquista vana.
I ritorni vanno a pescare nel mare dei ricordi, del sentito e del vissuto.
Proiettano sulla tela una fitta rete di pensieri compressi e lenti, uno scorrere lento che diviene futuro, da decifrare e interpretare.
Il ritorno e un prodigo che attende una risposta, un gesto, una tradizione che diviene pace, un manto caldo che accoglie chi si è allontanato.
Le vicende umane girano attorno a un confine indiviso, un territorio amico e allo stesso tempo crudele.
Il ritorno nasconde in se un consolatorio e mai illusorio ponte attraverso il silenzio.
Nel silenzio di un attimo, nel turbinio di un lento procedere a ritroso e nelle immagini indefinite si può rinascere con un colore nuovo.
Il ritorno srotola il mare in tanti fiumi di segreti e passioni riflesse nel pescoso mare dei sensi.
Il ritorno non si esaurisce nel gioco col passato, lancia oltre, verso un altrove che ciascuno cerca nel frastuono, una domanda ingenua e pura.
Ritorna l'altrove e si completa nella nuova collezione.
Tutti cercano un altrove una alterità manifesta e solo per se.
Nei ritorni la dipingo con i tratti di un olio amico.
In questa sessione si trovano le pił recenti realizzazioni di Davide che faranno parte della collezione Vida.
Il lavoro di sintesi espressiva ha determinato un rallentamento creativo e un bilancio di linguaggio concettuale e tecnica pittorica per costruire una collezione che termina un periodo, con una definitiva emersione stilistica, partita con Oltremare.
Con Vida il codice coincide con l'istante, in una geometria di armonie vere che ritornano alle sfumature e pigmenti delle collezioni precedenti e che viaggiano su una scala di colori aperta e possibile.
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